Una carrellata di immagini e parole miste a blob.

19th Giugno 2013

Foto rebloggato da ... nel mio cassetto ... con 4705 note

johnwilliamwalters:


A little break from what I’m meant to be doing

johnwilliamwalters:

A little break from what I’m meant to be doing

Fonte: johnwilliamwalters

18th Giugno 2013

Foto con 1 nota

18th Giugno 2013

Foto rebloggato da RESPIRA con 216 note

valerieisburning:

Ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda 
e la lotta si fa scivolosa e profonda (cit.)

valerieisburning:

Ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare

quando ingorga gli anfratti si ritira e risale

e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda 

e la lotta si fa scivolosa e profonda (cit.)

Fonte: porcelanistica

17th Giugno 2013

Fotoset rebloggato da 2 + 2 = 5 con 471 note

lavandagastrica:

cjwho:

I’m MELTING by Glue Society

This creative and eye-catching sculpture of a melted ice cream van created by Glue Society, and installed in Sydney, Australia.

Caldino oggi, eh…

Fonte: cjwho

17th Giugno 2013

Fotoset rebloggato da DOVEVO FARE ALTRO NELLA VITA!!! con 463 note

moronicalake:

The Great Dictator (1940)

Fonte: moronicalake

16th Giugno 2013

Fotoset rebloggato da DOVEVO FARE ALTRO NELLA VITA!!! con 138880 note

lokilordofdickery:

incineraptor:

lexxerduglas:

clorinspats:

shade-rartblog:

thewingedshadow:

elliotexplicit:

cineraria:

How to Fold a Shirt in Under 2 Seconds - YouTube
伊東家の食卓

I just did this. Legit.

the fuck

Clearly this is black magic at work here

been folding my shirts like this for so long that it feels weird to do it any other way

WHAT THE SHIT

i did this just now completely skeptical and when it worked i just fell over onto my bed and sobbed into my blanket

THIS CHANGES EVERYTHING.

Fonte: cineraria

15th Giugno 2013

Foto rebloggato da Tea, Coffee, and Books con 5296 note

Fonte: lettersofsplendor

15th Giugno 2013

Foto rebloggato da DOVEVO FARE ALTRO NELLA VITA!!! con 157015 note

rollotommasi:


thefuuuucomics:

STOMACH IN

tempi giusti per il reblog di un classicone.

rollotommasi:

thefuuuucomics:

STOMACH IN

tempi giusti per il reblog di un classicone.

Fonte: epic-humor

15th Giugno 2013

Foto rebloggato da gabinetto di Violet con 93 note


Dopo le prime note di Imagine, la signora Guler, madre di Ezgi, una bellissima studentessa appena laureata in Pedagogia all’Univesità di Istanbul, inizia a piangere in silenzio. Le lacrime bagnano la mascherina bianca ancora sulla bocca. Poi, quando Davide Martello suona l’ultima strofa della canzone pacifista più famosa del mondo, tre poliziotti rimasti incantati dall’apparizione del musicista italo-tedesco nel bel mezzo di piazza Taksim sotto assedio, mettono a terra i fucili caricati con pallottole di gomma.
“Davide Martello rimarrà per sempre nei miei ricordi come il vero eroe della nostra protesta”, dice con gli occhi lucidi Ayge, una trentacinquenne con un master in economia, mentre il marito Damon, un afroamericano che insegna inglese in un liceo privato, annuisce con un gran sorriso: “Quest’uomo, assieme alla mamma di mia moglie e a tutte le altre madri che sono venute a sostenere i loro figli invece di supplicarli di lasciare Gezi e tornare a casa, come aveva consigliato loro Erdogan, ci hanno salvati. Davide e queste signore sono i nostri eroi ma quel che ha fatto questo giovane uomo è incredibile sotto tutti gli aspetti”. Quel che ha fatto il pianista italo-tedesco, un ragazzone nato a Costanza da genitori originari di Caltanissetta, è stato caricare il pesante pianoforte a coda sul suo furgone e guidare no stop dalla Germania alla Turchia per portare solidarietà con la sua musica ai manifestanti di Occupygezi. Sembra la trama di un film fantasy o una canzone ironica e malinconica di Paolo Conte. E infatti quando Davide era comparso con il suo pianoforte l’altra notte sembrava un miraggio. Qualcuno si domandava se oltre ai gas lacrimogeni e agli spray al peperoncino, la polizia non avesse usato anche qualche sostanza “stupefacente” o un gas sconosciuto in grado di scatenare un’allucinazione collettiva.
Altri invece si domandavano se quindici notti insonni passate in tenda e sotto la pioggia, sommate al terrore che la polizia ripetesse ciò che aveva fatto due sere prima nell’attigua piazza Taksim, non gli avessero dato al cervello. “Davide e il suo pianoforte sembravano irreali, era come se un alieno fosse sceso in mezzo a noi per portare un po’ di pace in questo mondo ingiusto e ci è riuscito. Eravamo tutti terrorizzati, compresa mia mamma che era venuta con tante altre a sostenerci, ma quando ha iniziato a suonare ci ha calmati e dopo qualche minuto ci sentivamo sollevati”, ricorda Bulent, uno studente del liceo linguistico che presta servizio volontario nella libreria allestita a Gezi dai manifestanti. Perché Davide Martello ha suonato tutta la notte, compresa una versione swingata di Bella Ciao, la colonna sonora di questi quindici giorni che hanno mostrato il lato oscuro della Turchia di Erdogan. “Dopo aver visto le immagini di queste persone pacifiche, di questi ragazzi che lottano per la libertà e per la natura, attaccate così brutalmente, ho sentito il bisogno di stargli vicino come so fare. Con la musica”.
Roberta Zunini

Dopo le prime note di Imagine, la signora Guler, madre di Ezgi, una bellissima studentessa appena laureata in Pedagogia all’Univesità di Istanbul, inizia a piangere in silenzio. Le lacrime bagnano la mascherina bianca ancora sulla bocca. Poi, quando Davide Martello suona l’ultima strofa della canzone pacifista più famosa del mondo, tre poliziotti rimasti incantati dall’apparizione del musicista italo-tedesco nel bel mezzo di piazza Taksim sotto assedio, mettono a terra i fucili caricati con pallottole di gomma.

“Davide Martello rimarrà per sempre nei miei ricordi come il vero eroe della nostra protesta”, dice con gli occhi lucidi Ayge, una trentacinquenne con un master in economia, mentre il marito Damon, un afroamericano che insegna inglese in un liceo privato, annuisce con un gran sorriso: “Quest’uomo, assieme alla mamma di mia moglie e a tutte le altre madri che sono venute a sostenere i loro figli invece di supplicarli di lasciare Gezi e tornare a casa, come aveva consigliato loro Erdogan, ci hanno salvati. Davide e queste signore sono i nostri eroi ma quel che ha fatto questo giovane uomo è incredibile sotto tutti gli aspetti”. Quel che ha fatto il pianista italo-tedesco, un ragazzone nato a Costanza da genitori originari di Caltanissetta, è stato caricare il pesante pianoforte a coda sul suo furgone e guidare no stop dalla Germania alla Turchia per portare solidarietà con la sua musica ai manifestanti di Occupygezi. Sembra la trama di un film fantasy o una canzone ironica e malinconica di Paolo Conte. E infatti quando Davide era comparso con il suo pianoforte l’altra notte sembrava un miraggio. Qualcuno si domandava se oltre ai gas lacrimogeni e agli spray al peperoncino, la polizia non avesse usato anche qualche sostanza “stupefacente” o un gas sconosciuto in grado di scatenare un’allucinazione collettiva.

Altri invece si domandavano se quindici notti insonni passate in tenda e sotto la pioggia, sommate al terrore che la polizia ripetesse ciò che aveva fatto due sere prima nell’attigua piazza Taksim, non gli avessero dato al cervello. “Davide e il suo pianoforte sembravano irreali, era come se un alieno fosse sceso in mezzo a noi per portare un po’ di pace in questo mondo ingiusto e ci è riuscito. Eravamo tutti terrorizzati, compresa mia mamma che era venuta con tante altre a sostenerci, ma quando ha iniziato a suonare ci ha calmati e dopo qualche minuto ci sentivamo sollevati”, ricorda Bulent, uno studente del liceo linguistico che presta servizio volontario nella libreria allestita a Gezi dai manifestanti. Perché Davide Martello ha suonato tutta la notte, compresa una versione swingata di Bella Ciao, la colonna sonora di questi quindici giorni che hanno mostrato il lato oscuro della Turchia di Erdogan. “Dopo aver visto le immagini di queste persone pacifiche, di questi ragazzi che lottano per la libertà e per la natura, attaccate così brutalmente, ho sentito il bisogno di stargli vicino come so fare. Con la musica”.

Roberta Zunini

15th Giugno 2013

Foto rebloggato da Bookoisseur con 100283 note

Fonte: cineraria